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domenica 5 novembre 2017

La vera Omeopatia


L’omeopatia fonda le sue radici sulla legge dei simili, regola precisa ed inconfutabile che da a questa disciplina una notevole forza terapeutica e che la pone al di sopra di ogni altra metodica medica. Sin dalla sua scoperta, l’Omeopatia ha avuto tantissimi detrattori; Questi hanno agito contro di essa soprattutto perché ne hanno riconosciuto il valore mo non hanno avuto la forza di avvicinarsi. In ugual misura, o forse anche più, l’Omeopatia ha dovuto fare i conti con i suoi mistificatori. Questi sono dei buoni estimatori, ne riconoscono pienamente il valore terapeutico, e sanno che non vi è arte medica più ricca di benefici. Tuttavia, perché pigri, desiderosi di rapidi guadagni non hanno il tempo, la pazienza, il coraggio e l’umiltà per imparare le sue regole, le mistificano traducendole in una assurda teoria, lontana anni luce dalla verità, chiamata “pluralismo”. Pluralisti sono quei medici che applicano l’Omeopatia utilizzando più rimedi in una sola prescrizione. Lo scopo di tutto questo?
La risposta è molto semplice: si tenta di ridurre al massimo le difficoltà che il medico incontra durante la raccolta dell’anamnesi e la prescrizione del rimedio unico. Ma l’Omeopatia non può agire se non dopo aver trovato la similitudine fra la tipologia spirituale del soggetto e le caratteristiche sperimentali del rimedio. Data la difficoltà, si tenta di ovviare all'inconveniente con questa prescrizione a più rimedi, nella speranza che fra i tanti ve ne sia uno che riesca ad interagire con la bioenergia del soggetto. E’ un modo approssimativo di applicare l’Omeopatia, in questo modo il medico non ha la possibilità di seguire con logica il meccanismo di ricostruzione dell’equilibrio energetico. Un’altra metodologia, oggi molto diffusa, è la Omeopatia dei complessi. Con questa metodica il medico prepara i rimedi mescolando un numero svariato di sostanze, con dinamizzazione diverse e tra loro contraddittorie. La sperimentazione di questi rimedi non è mai stata compiuta e quindi gli effetti sono incerti, non essendo l’azione del rimedio comprovato dalla sperimentazione sull'uomo sano, come invece è richiesto dalla pratica omeopatica unicista, la prescrizione è regolata solo dall'aspetto clinico del sintomo e non dalle caratteristiche della malattia. Con l’Omeopatia dei complessi ci troviamo di fronte ad un profondo decadimento delle leggi Omeopatiche, il medico non riesce a governare con sicurezza l’andamento di questi preparati perdendo la possibilità di contribuire al recupero della salute del suo assistito. Questi rimedi così preparati non sono privi di pericolosità, infatti hanno un potenziale energetico talvolta molto elevato, che non essendo però controllabile diventa all'interno dell’organismo vivente una sorta di mina vagante, il più delle volte più pericolosa della tossicità farmacologica dei farmaci allopatici. Quando si parla del costo elevato della cura omeopatica e che non tutti possono sostenere, si intende questo tipo di Omeopatia, quella vera che Hahnemann ha consegnato all'umanità come un prezioso metodo terapeutico capace di risanare le malattie, ha decisamente un costo che può essere sostenuto da chiunque: ricco o povero senza distinzione alcuna. Quindi attenzione quando si sceglie l’Omeopatia come cura per le nostre malattie, deve essere unicista il medico che la pratica, cioè la prescrizione deve essere fatta con un solo rimedio dal costo irrisorio di pochissimi €. Il mal costume è presente anche fra gli omeopati, una regola molto importante per capire se l’omeopata è valido è quello di vedere se pratica solo l’omeopatia se non è così bisogna diffidare, quasi certamente non è un bravo omeopata. Le due medicine: Omeopatia e allopatia non sono integrabili, una combatte l’altra; una è all'opposto dell’altra, non possono assolutamente essere utilizzate contemporaneamente.

Dall’Organon dell’arte del guarire di Samuel Hahnemann al paragrafo 52 si dice:
[...]vi sono due metodi principali di cura: Uno che fonda ogni suo procedimento solo sull'osservazione precisa della natura, su esperimenti accurati e sulla pura esperienza ossia il metodo omeopatico (prima di me mai correntemente usato); il secondo metodo eteropatico o allopatico, che tutto questo non fa.
I due metodi sono contrari l’uno l’altro e solo chi non li conosce può illudersi che si possano avvicinare od anche abbinare e può perfino arrivare alla ridicolaggine di curare il malato a suo piacere ora allopaticamente ora omeopaticamente. Questo procedimento costituisce un tradimento delittuoso verso la divina omeopatia.

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