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venerdì 7 luglio 2017

La medicina


Investire tutto sulla medicina per salvaguardare la salute, è un errore molto grave.

Partendo dal concetto che la salute è una conquista che dura tutta la vita e che non è una condizione fine a se stessa, è assurdo pensare di poterla tutelare solo con l’ausilio della medicina.

La difesa della salute nel nostro mondo implica in ogni essere umano un impegno che va al di là del semplice intervento di medicalizzazione della malattia.

L’essere umano, come primo impegno a difesa della propria salute, deve imporsi un senso di responsabilità che lo indirizzi verso la programmazione, in compartecipazione con l’educatore, di una condotta di vita sana e responsabile. Lo strumento più sicuro per difendere la salute è la prevenzione, l’osservanza delle regole per una vita sana è il punto chiave che ogni essere umano deve imparare, una sorta di codice di comportamento che non è patrimonio della medicina, ma sopratutto un’educazione che deve essere impartita sin dalla fanciullezza.

Chi impara a conoscere la vita nella sua essenza, avrà acquisito buona parte degli strumenti che gli permetteranno di difenderla. La salute è un patrimonio che è strettamente connesso  alla vita, fa parte della vita ed è per questo che ogni essere umano ha la responsabilità di difenderla senza delegare ad altri i propri doveri. Uno si ammala solo quando trascende dai propri doveri d'osservanza delle regole che disciplinano una condotta di vita, la malattia non è la conseguenza di un elemento esterno che, invadendo la nostra natura, destabilizza gli equilibri, ma soprattutto l’esito di uno smarrimento spirituale che ci porta a perdere il controllo della situazione.

Il morbo più pericoloso che porta alla malattia è l’ignoranza, chi non conosce il funzionamento della vita umana non potrà difenderla, la medicina insegna a conoscere solo la parte fisica della nostra esistenza, ciò che invece riguarda la natura umana sfugge al controllo della medicina.

L’uomo in prima persona ha il compito e la possibilità di vigilare sulla propria esistenza, è autosufficiente e può vivere in salute anche senza l’ausilio della medicina. Dovrà avvalersi della scienza medica solo quando, per motivi imprevedibili, perde il controllo della propria natura umana.

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